{"video":[{"pos":{"top":0,"left":0},"time":{"start":1242,"end":2922},"spot":null,"idx":0,"id":"vd-0","videoId":0},{"pos":{"top":0,"left":0},"time":{"start":1955,"end":2922},"spot":null,"idx":1,"id":"vd-1","videoId":1},{"pos":{"top":0,"left":0},"time":{"start":2077,"end":2921},"spot":null,"idx":2,"id":"vd-2","videoId":2},{"pos":{"top":0,"left":0},"time":{"start":2529,"end":2922},"spot":null,"idx":3,"id":"vd-3","videoId":3}],"contents":[{"id":"wk-0","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":264,"end":294},"art":"Resistenza romana","lang":"it","wiki":"<div>\n\n<p>La <b>Resistenza romana</b> fu il movimento di liberazione che operò a Roma durante l'occupazione tedesca della città, durata dall'8 settembre 1943 (mancata difesa da parte dei vertici del Regio Esercito e \"battaglia di Porta San Paolo\") al 4 giugno 1944, data della liberazione da parte degli Alleati.</p>\n<p>La resistenza coinvolse un gran numero di cittadini romani, i quali si opposero, in modo palese o nascosto (talora passivamente e senza l'uso delle armi oppure auto-organizzandosi in formazioni paramilitari) alle forze tedesche e alle varie milizie della Repubblica Sociale Italiana (RSI).</p>\n\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1288\nCached time: 20170120135347\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.048 seconds\nReal time usage: 0.060 seconds\nPreprocessor visited node count: 127/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 14580/2097152 bytes\nTemplate argument size: 2486/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 7/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.010/10.000 seconds\nLua memory usage: 610 KB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 35.058 1 -total\n 94.74% 33.213 1 Template:Campagnabox_Campagna_d'Italia_(Seconda_guerra_mondiale)\n 89.83% 31.492 1 Template:Campagna\n 85.96% 30.135 1 Template:Navbox\n 4.68% 1.641 1 Template:Torna_a\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza romana\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Resistenza romana"},{"id":"wk-1","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":304.5,"end":334.5},"art":"Museo storico della Liberazione","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/80/Museo_di_Via_Tasso_-_first_floor_hall.jpg/260px-Museo_di_Via_Tasso_-_first_floor_hall.jpg\"></div><br><div>\n<p><span style=\"font-size: small\"></span></p>\n<p>Il <b>Museo storico della Liberazione</b> di Roma raccoglie documenti originali, cimeli, giornali e manifesti, volantini, scritti e materiali iconografici relativi all'occupazione nazifascista di Roma e alla lotta che valse alla città di Roma la medaglia d'oro al valor militare per la guerra di Liberazione nell'ambito della Resistenza italiana durante la Seconda guerra mondiale.</p>\n<p>Il Museo ha sede nei medesimi locali dell'edificio in via Tasso che, durante l'occupazione nazifascista di Roma, divenne tristemente famoso come luogo di reclusione e tortura da parte delle SS per oltre 2000 antifascisti, molti dei quali caddero fucilati a Forte Bravetta e alle Fosse Ardeatine.</p>\n<p>Le celle restaurate come i tedeschi in fuga le lasciarono, popolate dalle memorie e persino dai graffiti originali tracciati da chi vi patì tortura e privazioni prima di vedersi strappata la vita, sono testimoni del dramma e della scelta civile di italiani di ogni ceto e di ogni famiglia politica che diedero vita alla Resistenza. Non si tratta quindi di un museo nel senso più comune del termine, ma piuttosto di un realistico e reale monumento, un documento storico che ne contiene altri e le cui stesse pareti sono testimoni capaci di suscitare emozione.</p>\n<p>Al Museo è annessa una biblioteca che raccoglie testi, collezioni di giornali, opuscoli e materiali relativi soprattutto alla guerra, alla Lotta di Liberazione e ai movimenti politici che l'animarono.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1283\nCached time: 20170120135518\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.180 seconds\nReal time usage: 0.209 seconds\nPreprocessor visited node count: 721/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 11193/2097152 bytes\nTemplate argument size: 514/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 2/500\nLua time usage: 0.126/10.000 seconds\nLua memory usage: 5.42 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 190.235 1 -total\n100.00% 190.235 1 Template:Museo\n 80.62% 153.360 1 Template:Infobox\n 60.98% 116.005 10 Template:Wikidata\n 45.46% 86.473 1 Template:Band_dip\n 41.80% 79.516 1 Template:Sigla_dipendenza\n 6.38% 12.138 8 Template:Controllo_Wikidata\n 4.25% 8.093 1 Template:Coord\n 4.09% 7.786 2 Template:Pipetrick\n 3.37% 6.411 2 Template:Str_prima\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Museo storico della Liberazione\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Museo storico della Liberazione"},{"id":"wk-2","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":352.4,"end":382.4},"art":"Attentato di via Rasella","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/9/9c/Attentato_di_via_Rasella.jpg/260px-Attentato_di_via_Rasella.jpg\"></div><br><div>\n<p><span style=\"font-size: small\"></span></p>\n\n<p>L'<b>attentato di via Rasella</b> fu un'azione della Resistenza romana condotta il 23 marzo 1944 dai Gruppi di Azione Patriottica (GAP), unità partigiane del Partito Comunista Italiano, contro un reparto delle forze d'occupazione tedesche, l'11ª Compagnia del III Battaglione del Polizeiregiment \"Bozen\", appartenente alla Ordnungspolizei (polizia d'ordine) e composto da reclute altoatesine. Fu il più sanguinoso e clamoroso attentato urbano antitedesco in tutta l'Europa occidentale.</p>\n<p>L'azione, ordinata da Giorgio Amendola e compiuta da una dozzina di gappisti (tra cui Carlo Salinari, Franco Calamandrei, Rosario Bentivegna e Carla Capponi), consistette nella detonazione di un ordigno esplosivo e nel successivo lancio di quattro bombe a mano artigianali sui superstiti. Causò la morte di trentatré soldati tedeschi (non si hanno informazioni certe circa eventuali decessi tra i feriti nei giorni successivi) e di due civili italiani (tra cui il dodicenne Piero Zuccheretti), mentre altri quattro caddero sotto il fuoco di reazione tedesco. Il 24 marzo seguì la rappresaglia tedesca consumata con l'eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui furono uccisi 335 prigionieri completamente estranei all'azione gappista, tra cui dieci civili rastrellati nelle vicinanze di via Rasella immediatamente dopo i fatti.</p>\n<p>Fin dalle prime reazioni, l'attentato è stato al centro di una lunga serie di controversie sulla sua opportunità militare e legittimità morale, che lo hanno reso un caso paradigmatico della «memoria divisa» degli italiani. Nella lunga storia processuale dei fatti del marzo 1944, anche la legittimità giuridica dell'attentato è stata oggetto di valutazioni diverse: sul piano del diritto internazionale bellico è stato giudicato, da tutte le corti militari britanniche e italiane che hanno processato e condannato gli ufficiali tedeschi responsabili delle Fosse Ardeatine, un atto illegittimo in quanto compiuto da combattenti privi dei requisiti di legittimità previsti dalla Convenzione dell'Aia del 1907; sul piano del diritto interno italiano è stato invece considerato, in tutte le sentenze emesse sul caso da giudici civili e penali, un atto di guerra legittimo in quanto riferibile allo Stato italiano allora in guerra con la Germania.</p>\n<p><br>\n<span class=\"error mw-ext-cite-error\" lang=\"it\" dir=\"ltr\" xml:lang=\"it\">Errore nell'uso delle note: Sono presenti dei marcatori <code>&lt;ref&gt;</code> per un gruppo chiamato \"N\" ma non è stato trovato alcun marcatore <code>&lt;references group=\"N\"/&gt;</code> corrispondente, o manca la chiusura <code>&lt;/ref&gt;</code></span></p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1285\nCached time: 20170120135651\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.076 seconds\nReal time usage: 0.110 seconds\nPreprocessor visited node count: 667/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 12421/2097152 bytes\nTemplate argument size: 4184/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 5/500\nLua time usage: 0.028/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.82 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 99.128 1 -total\n 41.31% 40.948 1 Template:Coord\n 27.02% 26.780 1 Template:Incidente\n 13.35% 13.229 1 Template:Cita_web\n 11.57% 11.474 1 Template:Vaglio\n 10.00% 9.913 1 Template:Avviso\n 5.12% 5.073 1 Template:Categorie_avviso\n 4.35% 4.309 1 Template:RSI\n 3.99% 3.958 2 Template:Cita_news\n 3.27% 3.238 1 Template:Bandiera\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Attentato di via Rasella\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Attentato di via Rasella"},{"id":"wk-3","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":414.2,"end":444.2},"art":"Pietro Caruso","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/c/cd/Pietro_Caruso.png/224px-Pietro_Caruso.png\"></div><br><div>\n\n<p><b>Pietro Caruso</b> (Maddaloni, 10 novembre 1899 – Roma, 22 settembre 1944) è stato un militare e poliziotto italiano.</p>\n<p>Questore di Roma sotto l'occupazione tedesca, sino al 4 giugno 1944, fu condannato a morte dall'Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1230\nCached time: 20170120135917\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.096 seconds\nReal time usage: 0.133 seconds\nPreprocessor visited node count: 784/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 13735/2097152 bytes\nTemplate argument size: 3039/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 15/500\nLua time usage: 0.052/10.000 seconds\nLua memory usage: 2.68 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 112.771 1 -total\n 60.20% 67.887 1 Template:Bio\n 28.63% 32.287 1 Template:Infobox_militare\n 25.17% 28.379 1 Template:Infobox\n 11.04% 12.447 1 Template:F\n 9.73% 10.976 1 Template:Avviso\n 5.27% 5.945 2 Template:Bandiera\n 5.11% 5.759 1 Template:Categorie_avviso\n 4.25% 4.792 1 Template:ITA_1861-1946\n 2.74% 3.088 1 Template:RSI\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro Caruso\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Pietro Caruso"},{"id":"wk-4","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":460.2,"end":490.2},"art":"Eccidio delle Fosse Ardeatine","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/d/d3/Vittime_Fosse_Ardeatine.png/240px-Vittime_Fosse_Ardeatine.png\"></div><br><div><p><span style=\"font-size: small;\"></span></p>\n\n<p>L'<b>eccidio delle Fosse Ardeatine</b> fu il massacro di 335 civili e militari italiani, fucilati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l'attentato partigiano compiuto da membri dei GAP romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella, attentato che aveva causato, sul posto e nelle ore successive, la morte di 33 soldati del reggimento \"Bozen\" appartenente alla Ordnungspolizei dell'esercito tedesco, reclutato in Alto Adige. Per la sua efferatezza, l'alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, esso divenne l'evento-simbolo della durezza dell'occupazione tedesca di Roma.</p>\n<p>Le \"Fosse Ardeatine\", antiche cave di pozzolana situate nei pressi della via Ardeatina, scelte quali luogo dell'esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, nel dopoguerra sono state trasformate in un sacrario-monumento nazionale. 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Il 4 e il 5 giugno 1944 le truppe americane del generale Mark Wayne Clark riuscirono a superare le ultime linee difensive dell'esercito tedesco ed entrarono nella città senza incontrare resistenza, ricevendo l'entusiastica accoglienza della popolazione romana. 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Cancelliere della Germania Occidentale dal 1949 al 1963 e leader dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) dal 1950 al 1966, la sua carriera politica si è dipanata per circa 60 anni.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1191\nCPU time usage: 0.164 seconds\nReal time usage: 0.264 seconds\nPreprocessor visited node count: 594/1000000\nPreprocessor generated node count: 4357/1500000\nPost‐expand include size: 4703/2048000 bytes\nTemplate argument size: 1149/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 6/40\nExpensive parser function count: 12/500\nLua time usage: 0.030/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.35 MB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Konrad Adenauer\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Konrad Adenauer"},{"id":"wk-7","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2081.3,"end":2111.3},"art":"Miguel Gotor","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/03/Flag_of_Italy.svg/35px-Flag_of_Italy.svg.png\"></div><br><div>\n<p><b>Miguel Gotor</b> (Roma, 18 aprile 1971) è un politico, docente, storico e saggista italiano.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1123\nCPU time usage: 0.164 seconds\nReal time usage: 0.193 seconds\nPreprocessor visited node count: 188/1000000\nPreprocessor generated node count: 1364/1500000\nPost‐expand include size: 2991/2048000 bytes\nTemplate argument size: 584/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 4/40\nExpensive parser function count: 11/500\nLua time usage: 0.039/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.36 MB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Miguel Gotor\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Miguel Gotor"},{"id":"wk-8","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2163.4,"end":2193.4},"art":"Ambrogio Viviani","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/03/Flag_of_Italy.svg/20px-Flag_of_Italy.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p><b>Ambrogio Viviani</b> (Cremona, 28 ottobre 1929 – Fara Novarese, 3 settembre 2013) è stato un generale, storico e politico italiano.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1143\nCPU time usage: 0.304 seconds\nReal time usage: 0.347 seconds\nPreprocessor visited node count: 608/1000000\nPreprocessor generated node count: 3885/1500000\nPost‐expand include size: 11573/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2347/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 14/500\nLua time usage: 0.064/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.41 MB/50 MB\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Ambrogio Viviani\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Ambrogio Viviani"},{"id":"wk-9","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2362.6,"end":2392.6},"art":"Noto servizio","lang":"it","wiki":"<div>\n<p>Il <b>noto servizio</b> (conosciuta anche con il nome di <i>Anello</i>) è stata un'organizzazione segreta italiana composta da ex ufficiali repubblichini, imprenditori, industriali, soggetti del mondo politico ed economico, della malavita e della criminalità organizzata, fondato verso la fine della seconda guerra mondiale e sopravvissuto, con varie trasformazioni, fino agli inizi degli anni novanta.</p>\n<p><span title=\"Il testo selezionato deve essere comprovato da una fonte affidabile. Modifica la pagina per aggiungere fonti.\" style=\"background:#ffeaea; color:#444444\">Una sorta di servizio segreto parallelo, quindi, che fungeva da elemento di congiunzione tra gerarchie politiche e civili e gerarchie militari unite nella lotta al comunismo</span>.<br>\n</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1130\nCPU time usage: 0.120 seconds\nReal time usage: 0.142 seconds\nPreprocessor visited node count: 224/1000000\nPreprocessor generated node count: 1836/1500000\nPost‐expand include size: 5205/2048000 bytes\nTemplate argument size: 2310/2048000 bytes\nHighest expansion depth: 11/40\nExpensive parser function count: 5/500\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Noto servizio\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Noto servizio"},{"id":"wk-10","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":31.4,"end":61.4},"art":"Policlinico militare Celio","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/4/4f/Celio.PNG\"></div><br><div>\n\n\n<p>Il <b>Policlinico militare del Celio</b> \"S.Ten. MOVM Attilio Friggeri\", è un ospedale militare del Corpo sanitario dell'Esercito Italiano, con sede a Roma.</p>\n<p>È intitolato alla medaglia d'oro al valor militare (MOVM) Attilio Friggeri, ufficiale medico morto in combattimento, in Slovenia, durante la seconda guerra mondiale.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1285\nCached time: 20170120132625\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.064 seconds\nReal time usage: 0.090 seconds\nPreprocessor visited node count: 361/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 6323/2097152 bytes\nTemplate argument size: 674/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.029/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.47 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 74.462 1 Template:Ospedale\n100.00% 74.462 1 -total\n 77.22% 57.502 1 Template:Infobox\n 27.23% 20.276 2 Template:Wikidata\n 13.75% 10.235 1 Template:Controllo_Wikidata\n 7.32% 5.454 1 Template:ITA\n 5.91% 4.404 1 Template:Bandiera\n 5.48% 4.077 2 Template:WikidataId\n 3.65% 2.718 2 Template:Immagine_sinottico\n 2.22% 1.655 7 Template:Naz/ITA\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Policlinico militare Celio\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Policlinico militare Celio"},{"id":"wk-11","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":187,"end":238},"art":"Gestapo","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/00/Schutzstaffel_Abzeichen.svg/100px-Schutzstaffel_Abzeichen.svg.png\"></div><br><div>\n\n<p>La <b>Geheime Staatspolizei</b> (dal tedesco: <i>Polizia segreta di stato</i>), comunemente abbreviata in <b>Gestapo</b>, era la polizia segreta della Germania nazista.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1195\nCached time: 20170309141343\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.072 seconds\nReal time usage: 0.102 seconds\nPreprocessor visited node count: 699/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 11645/2097152 bytes\nTemplate argument size: 2144/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 3/500\nLua time usage: 0.023/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.18 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 80.803 1 -total\n 79.43% 64.183 1 Template:Infobox_unità_militare\n 70.93% 57.312 1 Template:Infobox\n 31.13% 25.154 1 Template:Immagine_sinottico\n 20.42% 16.499 1 Template:F\n 18.07% 14.605 1 Template:Avviso\n 8.47% 6.846 1 Template:Categorie_avviso\n 4.93% 3.982 1 Template:Bandiera\n 2.74% 2.211 1 Template:Icona_lavoro\n 2.53% 2.045 4 Template:Infobox_unità_militare/Colore\n-->\n</div><a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Gestapo"},{"id":"wk-12","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":208.5,"end":220},"art":"Operazione Quercia","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b2/Bundesarchiv_Bild_101I-567-1503C-15,_Gran_Sasso,_Mussolini_vor_Hotel.jpg/260px-Bundesarchiv_Bild_101I-567-1503C-15,_Gran_Sasso,_Mussolini_vor_Hotel.jpg\"></div><br><div>\n\n\n\n<p>L'<b>operazione Quercia</b> (in tedesco, <i><b>Fall Eiche</b></i>) fu il nome in codice di un'operazione militare durante la seconda guerra mondiale portata a termine il 12 settembre 1943 dai paracadutisti tedeschi del Lehrbataillon (<i>2. Fallschirmjägerdivision</i>) e da alcune SS del <i>Sicherheitsdienst</i>, finalizzata alla liberazione di Benito Mussolini, imprigionato a Campo Imperatore sul Gran Sasso per ordine di Badoglio dopo l'Armistizio di Cassibile.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1195\nCached time: 20170309141246\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.116 seconds\nReal time usage: 0.155 seconds\nPreprocessor visited node count: 760/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 39138/2097152 bytes\nTemplate argument size: 6723/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 14/40\nExpensive parser function count: 0/500\nLua time usage: 0.037/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.46 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 102.007 1 -total\n 69.39% 70.780 1 Template:Infobox_conflitto\n 64.99% 66.290 1 Template:Infobox\n 25.16% 25.663 1 Template:Immagine_sinottico\n 24.01% 24.490 1 Template:Campagnabox_Campagna_d'Italia_(Seconda_guerra_mondiale)\n 21.36% 21.789 2 Template:Campagna\n 19.30% 19.687 2 Template:Navbox\n 13.31% 13.578 4 Template:Infobox_conflitto/tabella\n 8.92% 9.104 2 Template:Bandiera\n 6.95% 7.090 1 Template:DEU_1933-1945\n-->\n</div><a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione Quercia\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Operazione Quercia"},{"id":"wk-13","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":567,"end":597},"art":"Castello di Gaeta","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/09/GaetaCastello.jpg/280px-GaetaCastello.jpg\"></div><br><div>\n\n<p>Il <b>castello Angioino-Aragonese</b> è situato nel centro storico di Gaeta. È attualmente sede della caserma <i>Mazzini</i> della Scuola nautica della Guardia di Finanza, all'interno della quale si trova Compagnia Allievi Finanzieri mare.</p>\n<p>L'edificio probabilmente venne eretto nel VI secolo durante la guerra dei Goti o nel VII secolo quando le zone marittime del Lazio e della Campania erano oggetto delle mire espansive dei Longobardi. Nei documenti gaetani di quel periodo ci si inizia a riferire a Gaeta con l'appellativo di \"Kastrum\". Notizie certe dell'esistenza del castello di Gaeta si hanno al tempo di Federico II di Svevia, il quale durante il periodo delle lotte col papato, soggiornò in diverse occasioni in Gaeta, e, intuendone la posizione strategica, nel 1223 vi fece fortificare il castello.</p>\n<p>La struttura che oggi ammiriamo, grande circa 14.100&nbsp;m², è detta castello angioino-aragonese perché è composta da due edifici comunicanti realizzati in due momenti storici diversi, uno più in basso detto \"angioino\", realizzato durante la dominazione francese degli angioini, e uno più in alto detto \"aragonese\", fatto costruire dall'imperatore Carlo V insieme a tutte le altre opere di difesa militare che andarono a rafforzare la piazzaforte di Gaeta.</p>\n<p>L'ala angioina fino a pochi anni fa è stata sede del carcere militare di Gaeta, attualmente è di proprietà del Comune di Gaeta, chiusa in attesa di restauro, e vi è un protocollo d'intesa firmato tra la città di Gaeta e l'Università di Cassino che intende destinare in futuro tale ala del castello come sede delle facoltà universitarie di discipline marinare. L'ala aragonese fino al termine della Seconda guerra mondiale è stata sede di un battaglione allievi carabinieri, oggi invece ospita la scuola nautica della Guardia di finanza.</p>\n<p>Nella cupola della torre più alta del castello vi è la Cappella Reale, voluta dal re Ferdinando II di Borbone nel 1849.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1227\nCached time: 20170120140330\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.096 seconds\nReal time usage: 0.208 seconds\nPreprocessor visited node count: 840/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 21882/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1884/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 12/40\nExpensive parser function count: 4/500\nLua time usage: 0.040/10.000 seconds\nLua memory usage: 1.96 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 199.163 1 -total\n 77.70% 154.759 1 Template:Infobox_struttura_militare\n 75.03% 149.423 1 Template:Infobox\n 46.37% 92.351 1 Template:Coord\n 10.51% 20.926 3 Template:Wikidata\n 8.86% 17.655 2 Template:Cita_web\n 6.20% 12.356 1 Template:F\n 5.54% 11.025 1 Template:Avviso\n 3.39% 6.753 1 Template:Bandiera\n 2.82% 5.612 1 Template:Categorie_avviso\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Castello di Gaeta\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Castello di Gaeta"},{"id":"wk-14","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":651,"end":681},"art":"Helmut Schmidt","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/78/Schmidt_01.jpg/260px-Schmidt_01.jpg\"></div><br><div>\n\n<p><b>Helmut Heinrich Waldemar Schmidt</b> (Amburgo, 23 dicembre 1918 – Amburgo, 10 novembre 2015) è stato un politico e funzionario tedesco.</p>\n<p>È stato Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca dal 6 maggio 1974 al 1º ottobre 1982. Dopo aver partecipato al conflitto mondiale, divenuto membro del Partito Socialdemocratico di Germania nel 1946, fu parlamentare del Bundestag nel 1953-1962. Mantenne il ruolo di Ministro della difesa della RFT dal 1969 al 1972, diventando nel 1972 Ministro delle finanze.</p>\n<p>Nel 1974 subentrò a Willy Brandt alla guida del governo, dopo che questo si era dimesso per la scoperta del coinvolgimento di un suo consigliere in una rete di spionaggio a favore della Repubblica Democratica Tedesca. Schmidt resse il paese per otto anni, durante un periodo segnato dal terrorismo (banda Baader-Meinhof), dalla guerra fredda che coinvolgeva la RFD e la vicina Repubblica Democratica, dal rafforzamento dell'integrazione europea e dalla crisi energetica che provocò forti fiammate inflazionistiche in tutto l'Occidente industrializzato, segnato anche dalla recessione. Venne sostituito nel 1982 da Helmut Kohl per mezzo di una mozione di sfiducia costruttiva, presentata dai suoi ex-alleati della FDP insieme alla CDU. I 4 ministri della FDP aveva lasciato pochi giorni prima la coalizione socialliberale formata da SPD e FDP in seguito a disaccordi in tema di politica economica e politica estera. La mozione di sfiducia costruttiva contro Schmidt fu la seconda utilizzata nella storia della Repubblica Federale Tedesca. Per la prima volta la mozione di sfiducia costruttiva era stata utilizzata nel 1972 da Rainer Barzel, leader della CDU, contro il cancelliere Willy Brandt. Questa mozione non ebbe successo, venendo a mancare a Barzel 2 voti sui 249 che sarebbero stati necessari per sostituire Brandt.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1289\nCached time: 20170120140625\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.172 seconds\nReal time usage: 0.218 seconds\nPreprocessor visited node count: 1132/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 17327/2097152 bytes\nTemplate argument size: 3745/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 15/500\nLua time usage: 0.123/10.000 seconds\nLua memory usage: 4.58 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 205.128 1 -total\n 63.13% 129.504 1 Template:Bio\n 22.28% 45.700 1 Template:Carica_pubblica\n 7.64% 15.669 2 Template:Cita_web\n 4.15% 8.511 6 Template:Carica_pubblica/Carica\n 1.97% 4.031 1 Template:Box_immagine\n 1.03% 2.117 1 Template:Immagine_sinottico\n 0.74% 1.515 2 Template:Pipetrick\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Helmut Schmidt\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Helmut Schmidt"},{"id":"wk-15","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1380.4,"end":1410.4},"art":"Costanza (Germania)","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8f/Wappen_Konstanz.svg/80px-Wappen_Konstanz.svg.png\"></div><br><div>\n<p><b>Costanza</b> (in tedesco <i>Konstanz</i>, pronuncia /<span title=\"Questa è una trascrizione IPA della pronuncia. Vedere l'alfabeto fonetico internazionale.\" class=\"IPA\">ˈkɔnstants</span>/, in alemanno <i>Konschdanz</i>, pronuncia [<span title=\"Questa è una trascrizione IPA della pronuncia. Vedere l'alfabeto fonetico internazionale.\" class=\"IPA\">ˈkɔnʃtants</span>]) è una città universitaria di 83.178 abitanti, sulla riva del Lago di Costanza nell'angolo sud-occidentale della Germania, che confina con la Svizzera.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1229\nCached time: 20170120142852\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.612 seconds\nReal time usage: 0.676 seconds\nPreprocessor visited node count: 2286/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 23043/2097152 bytes\nTemplate argument size: 1717/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 17/40\nExpensive parser function count: 9/500\nLua time usage: 0.493/10.000 seconds\nLua memory usage: 10.58 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 651.139 1 -total\n 98.62% 642.126 1 Template:Divisione_amministrativa\n 54.87% 357.250 1 Template:Prefisso_telefonico\n 7.45% 48.492 7 Template:Controllo_Wikidata\n 7.19% 46.821 1 Template:Coord\n 4.27% 27.791 1 Template:De\n 4.09% 26.640 1 Template:Lingue\n 2.76% 17.959 7 Template:Wikidata\n 2.64% 17.207 1 Template:Fuso_orario\n 2.01% 13.109 3 Template:Divisione_amministrativa/DA\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Costanza (Germania)\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Costanza (Germania)"},{"id":"wk-16","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1572.5,"end":1602.5},"art":"Autostrada del Brennero (azienda)","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/03/Flag_of_Italy.svg/20px-Flag_of_Italy.svg.png\"></div><br><div>\n<p><b>Autostrada del Brennero S.p.A.</b> o <i>Brennerautobahn AG</i> è un'azienda italiana che opera nel settore della gestione in concessione di tratti autostradali. È stata fondata il 20 febbraio 1959 a Trento. È l'ente esercente concessionario dell'ANAS, per la gestione dell'Autostrada A22 fino al 30 aprile 2014.</p>\n<p>Il Presidente è Paolo Duiella, Amministratore Delegato è Walter Pardatscher.</p>\n<p>Duiella sostituisce Silvano Grisenti, il quale ha ricoperto la carica dal 2007 al 2008 e si è dimesso in seguito ad un'inchiesta su presunte tangenti che lo ha coinvolto.</p>\n<p>La sede legale della società è a Trento, Via Berlino 10.</p>\n<p>Il principale azionista è la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige con il 32.2893%. 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Durante la seconda guerra mondiale comandò con notevole efficacia flotte aeree nel corso dell'invasione della Polonia, della Campagna di Francia, nella battaglia d'Inghilterra e dell'operazione Barbarossa. Durante queste campagne diresse una serie di incursioni aeree contro agglomerati urbani nemici.</p>\n<p>Nel novembre 1941 divenne comandante in capo tedesco dello scacchiere Sud ed ebbe il comando generale delle operazioni nel Mediterraneo, che includevano anche le operazioni in Nordafrica. Mentre la collaborazione con il generale Erwin Rommel fu spesso difficile, in generale seppe mantenere buoni rapporti con i dirigenti politico-militari italiani. Dall'estate 1943, e soprattutto dopo l'8 settembre 1943, assunse il comando supremo di tutte le forze tedesche in Italia e condusse con grande abilità la lunga campagna difensiva contro gli Alleati. Per la sua direzione militare in Italia è stato considerato da molti storici uno dei migliori generali tedeschi della seconda guerra mondiale. Verso la fine della guerra, dal marzo 1945, comandò le forze germaniche sul fronte occidentale senza poter evitare la resa finale.</p>\n<p>Kesselring mantenne il controllo dell'Italia occupata con grande durezza, represse il movimento di Resistenza e fu responsabile di numerosi crimini di guerra, per questo fu processato dagli Alleati e condannato a morte, sentenza poi commutata in ergastolo per intervento del governo britannico. Fu in seguito rilasciato nel 1952 senza aver mai rinnegato la sua lealtà ad Adolf Hitler. Pubblicò in seguito le sue memorie intitolate <i>Soldat bis zum letzten Tag</i> (Soldato sino all'ultimo giorno).</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1228\nCached time: 20170120143943\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.120 seconds\nReal time usage: 0.157 seconds\nPreprocessor visited node count: 662/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 12478/2097152 bytes\nTemplate argument size: 3359/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 12/500\nLua time usage: 0.075/10.000 seconds\nLua memory usage: 2.75 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 130.326 1 -total\n 72.28% 94.201 1 Template:Bio\n 27.65% 36.041 1 Template:Infobox_militare\n 24.80% 32.321 1 Template:Infobox\n 5.97% 7.775 3 Template:Bandiera\n 1.21% 1.583 5 Template:Naz/DEU_1871-1918\n 1.15% 1.499 5 Template:Naz/DEU_1933-1945\n 1.08% 1.412 5 Template:Naz/DEU_1918-1933\n 1.00% 1.297 1 Template:Icona_forza_armata\n 0.81% 1.051 1 Template:Str_left\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Albert Kesselring\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Albert Kesselring"},{"id":"wk-19","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1907,"end":1929},"art":"Arnaldo Forlani","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/7/70/Forlani.jpg\"></div><br><div>\n<p><b>Arnaldo Forlani</b> (Pesaro, 8 dicembre 1925) è un politico italiano.</p>\n<p>Fu uno dei massimi esponenti nazionali della Democrazia Cristiana. Dopo essere stato a lungo il principale collaboratore di Amintore Fanfani nella corrente politica <i>\"Nuove Cronache\"</i>, la abbandonò agli inizi degli anni '80 e diede vita infine con Antonio Gava e Vincenzo Scotti alla corrente <i>\"Azione Popolare\"</i> (o <i>\"Grande centro\"</i>) alla fine di quel decennio.</p>\n<p>Fu presidente e vicepresidente del Consiglio dei ministri, Ministro degli affari esteri e Ministro della difesa; per due volte segretario della Democrazia Cristiana e per un lungo periodo presidente del Consiglio nazionale del partito.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1196\nCached time: 20170120153844\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.148 seconds\nReal time usage: 0.189 seconds\nPreprocessor visited node count: 1456/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 23415/2097152 bytes\nTemplate argument size: 5558/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 7/500\nLua time usage: 0.095/10.000 seconds\nLua memory usage: 2.6 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 153.017 1 -total\n 56.40% 86.297 1 Template:Bio\n 43.54% 66.631 1 Template:Carica_pubblica\n 9.69% 14.828 9 Template:Carica_pubblica/Carica\n 3.26% 4.990 1 Template:Box_immagine\n 1.84% 2.811 1 Template:Immagine_sinottico\n 1.23% 1.876 1 Template:Pipetrick\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Arnaldo Forlani\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Arnaldo Forlani"},{"id":"wk-20","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":1932.1,"end":1962.1},"art":"Aldo Moro","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/8/87/Moro.jpg\"></div><br><div>\n\n<p><b>Aldo Romeo Luigi Moro</b> (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico, accademico e giurista italiano, due volte Presidente del Consiglio dei ministri, segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Tra i fondatori della Democrazia cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario (1959). Fu più volte ministro; come presidente del Consiglio guidò diversi governi di centro-sinistra (1963-68), promuovendo nel periodo 1974-76 la cosiddetta strategia dell'attenzione verso il Partito Comunista Italiano. Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo dalle Brigate Rosse.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1206\nCached time: 20170120153953\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.208 seconds\nReal time usage: 0.253 seconds\nPreprocessor visited node count: 1552/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 39534/2097152 bytes\nTemplate argument size: 13207/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 10/40\nExpensive parser function count: 13/500\nLua time usage: 0.149/10.000 seconds\nLua memory usage: 4.28 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 236.438 1 -total\n 54.92% 129.850 1 Template:Bio\n 28.82% 68.136 1 Template:Carica_pubblica\n 8.00% 18.922 9 Template:Carica_pubblica/Carica\n 7.05% 16.675 1 Template:Cita_libro\n 1.84% 4.341 1 Template:Citazione\n 1.68% 3.981 1 Template:Box_immagine\n 1.32% 3.124 1 Template:Cita_web\n 1.18% 2.788 1 Template:Campo_elenco\n 1.00% 2.362 1 Template:Immagine_sinottico\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo Moro\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Aldo Moro"},{"id":"wk-21","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2006.6,"end":2036.6},"art":"Pietro Ingrao","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/e/e9/PietroIngrao.jpg\"></div><br><div>\n<p><b>Pietro Ingrao</b> (Lenola, 30 marzo 1915 – Roma, 27 settembre 2015) è stato un politico, giornalista e partigiano italiano. Storico esponente dell'ala sinistra del Partito Comunista Italiano, fu direttore dell'<i>Unità</i> dal 1947 al 1957 e parlamentare alla Camera dei deputati ininterrottamente tra il 1950 e il 1992. 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href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro Ingrao\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Pietro Ingrao"},{"id":"wk-22","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":2402.1,"end":2432.1},"art":"Amnistia Togliatti","lang":"it","wiki":"<div>\n<p>L'<b>amnistia Togliatti</b> fu un provvedimento di condono delle pene proposto dall'allora Ministro di grazia e giustizia Palmiro Togliatti, approvato dal governo italiano, promulgata con decreto presidenziale 22 giugno 1946, n.4.</p>\n<p>L'amnistia comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud dopo l'8 settembre 1943 e l'inizio dell'occupazione militare Alleata al Centro e al Nord ed aveva efficacia per i reati commessi a tutto il giorno 18 giugno 1946.</p>\n<p>Lo scopo era la pacificazione nazionale dopo gli anni della guerra civile ma vi furono polemiche sulla sua estensione, tanto che il 2 luglio 1946 Togliatti con l'emanazione della circolare n. 9796/110, raccomandò interpretazioni restrittive nella concessione del beneficio.</p>\n\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1221\nCached time: 20170120155622\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.008 seconds\nReal time usage: 0.016 seconds\nPreprocessor visited node count: 40/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 342/2097152 bytes\nTemplate argument size: 17/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 3/40\nExpensive parser function count: 0/500\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 1.526 1 Template:Torna_a\n100.00% 1.526 1 -total\n-->\n</div><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Amnistia Togliatti\" target=\"_blank\">Continua a leggere..</a>","title":"Amnistia Togliatti"},{"id":"wk-23","pos":{"top":5,"left":96},"time":{"start":682.5,"end":712.5},"art":"Vito Lattanzio","lang":"it","wiki":"<div style=\"float:left;margin-right:10px\"><img src=\"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/c/c8/Vito_Lattanzio.jpg\"></div><br><div>\n<p><b>Vito Lattanzio</b> (Bari, 31 ottobre 1926 – Bari, 31 ottobre 2010) è stato un politico e medico italiano.</p>\n\n\n<!-- \nNewPP limit report\nParsed by mw1288\nCached time: 20170309142213\nCache expiry: 2592000\nDynamic content: false\nCPU time usage: 0.096 seconds\nReal time usage: 0.127 seconds\nPreprocessor visited node count: 1181/1000000\nPreprocessor generated node count: 0/1500000\nPost‐expand include size: 19060/2097152 bytes\nTemplate argument size: 4832/2097152 bytes\nHighest expansion depth: 7/40\nExpensive parser function count: 11/500\nLua time usage: 0.063/10.000 seconds\nLua memory usage: 2.7 MB/50 MB\n-->\n<!--\nTransclusion expansion time report (%,ms,calls,template)\n100.00% 110.183 1 -total\n 50.96% 56.153 1 Template:Bio\n 48.97% 53.953 1 Template:Carica_pubblica\n 29.04% 31.993 1 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